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LegA2: Viaggio alla scoperta della Legadue 2012-13, 1°puntata

Data: 12/09/2012 Fonte:

 

Le cinque candidate alla promozione.

a cura di Nino Buemi per www.barcellonabasket.net

Manca poco all’inizio del campionato ed ormai quasi tutte le squadre hanno completato i rispettivi roster. 

Come ogni anno, si prospetta una stagione molto interessante con cinque team attrezzati per il salto di categoria(quest’anno è prevista una sola promozione), tre “matricole”(Trento, Trieste e Ferentino) sulla carta ben costruite, squadre “storiche” come Jesi e Pistoia dotate di buoni organici e molte società (Bologna, Brescia, Forlì e la new entry Capo d’Orlando) che hanno puntato prevalentemente sui giovani.
Oggi ci occuperemo delle cinque squadre (Barcellona, Scafati, Veroli, Verona e Casale) che, a nostro parere, sono candidate alla promozione e cercheremo di evidenziarne i punti di forza e le possibili incognite.

Cominciamo dalla “nostra” Barcellona.
La squadra è composta da ben cinque atleti di “scuola americana” e sembra completa in tutti i reparti.
Il backcourt è, sulla carta, di altissimo livello e ben assortito: l’assist-man Taurean Green dovrebbe esaltare le doti balistiche del fromboliere Troy Bell e la “bidimensionalità” dell’ala Melvin Sanders.
Dalla panchina escono due specialisti dall’arco dei 6.75 come Bucci (“sesto uomo” di lusso) e Giuri.
Il settore lunghi è solido, dotato di buona fisicità e può risultare pericoloso a livello offensivo sia attraverso il “gioco perimetrale”(in particolare con Callahan) sia tramite le soluzioni interne.
Una delle possibili incognite per i giallorossi è rappresentata dall’età media del quintetto, che risulta obiettivamente un po’ alta.
Inoltre, andrà valutata la scelta di coach Perdichizzi di avere in squadra un solo “play classico”, dal momento che Giuri ha caratteristiche fisiche e tecniche abbastanza peculiari; vedremo se questa decisione determinerà più vantaggi che svantaggi.
Infine, se, da una parte, la presenza di due giocatori (Green e Sanders) provenienti da palcoscenici più blasonati conferisce al team personalità e carisma, dall’altra, sarà necessario verificare attentamente il loro aspetto motivazionale, elemento da non trascurare soprattutto alla luce della stagione precedente.

Un’altra squadra molto interessante è sicuramente Verona.
Il gruppo affidato a coach Ramagli ha molto talento, ben distribuito sia nel settore “piccoli” che nel reparto “lunghi”; Chessa, Ganeto e Da Ros sono tra i migliori giovani italiani in circolazione.
Sotto canestro la coppia Ghersetti-Lawal è tra le più forti del campionato e potrà beneficiare di un play come Mc Connell, molto bravo nell’esecuzione dei pick and roll.
Il problema principale per lo staff tecnico veronese è rappresentato dalla necessità di lavorare su una squadra completamente rinnovata e molto giovane; ciò, spesso, determina qualche difficoltà, soprattutto ad inizio stagione.
Peraltro, tali problematiche potrebbero essere accentuate dai recenti infortuni occorsi a Westbrook (elemento di cui si parla molto bene) e Ganeto, che hanno reso necessario il temporaneo ingaggio di Matteo Frassineti.


Una squadra molto diversa da Verona, ma egualmente competitiva è certamente Veroli.
Il team è guidato da un ottimo coach (Marcelletti), che può contare su un gruppo di giocatori da lui già collaudato nella scorsa stagione ad Ostuni.
Il reparto dei “piccoli” è composto da atleti che si integrano molto bene tra di loro: il giovane play Walker ha grandi potenzialità (secondo molti addetti ai lavori, potrebbe essere la rivelazione del torneo), Hunter e Jurevicus sono due giocatori concreti in attacco ed efficaci in difesa.
La panchina non è di qualità eccelsa, ma è piuttosto lunga.
L’incognita maggiore per la compagine verolana è la possibile tendenza a divenire “Walker-dipendente”; se il play americano non dovesse ingranare, potrebbero manifestarsi problemi in attacco, in quanto il roster è formato da “giocatori di sistema”, con poca imprevedibilità individuale.
In particolare, sotto canestro, pur disponendo di elementi versatili e di buon livello(Bruttini, Rinaldi, Infante), Veroli ha meno pericolosità offensiva rispetto alle altre squadre di vertice.

Anche quest’anno è nuovamente candidata alla promozione la Givova Scafati, nonostante la rinuncia(per certi versi “forzata”) ad elementi importanti della scorsa stagione come Thomas, Marigney e Radulovic.
Coach Di Carlo può fare affidamento su un gruppo di italiani (Baldassarre, Ghiacci, Bulleri, Sorrentino) di elevata esperienza, su un americano molto forte (Mays) e su un sesto uomo del calibro di Tavernari (reduce da un buon campionato a Pistoia).
Proprio la duttilità di quest’ultimo e di Ghiacci(entrambi possono giocare sia da 3 che da 4) potrebbe consentire allo staff tecnico di optare, in certe partite, per un quintetto “atipico” con un solo lungo di ruolo.
Anche nel roster scafatese sono comunque rilevabili alcune lacune: i cambi dei lunghi, in particolare, sembrano di basso profilo.
Probabilmente, in considerazione del fatto che Mclean non ha lo stesso valore del suo predecessore (Thomas), sarebbe stato opportuno potenziare il roster con un-pivot in più.
Infine, bisognerà verificare il tipo d’ impatto che Bulleri potrà avere sul campionato; la classe del giocatore è indiscutibile, ma, dopo tanti anni di A1, dovrà adeguarsi ad un tipo di gioco un po’ diverso e ad un minutaggio certamente maggiore rispetto a quello riservatogli nelle ultime stagioni.

Terminiamo la nostra carrellata con Casale Monferrato, che riteniamo competitiva per la promozione, ma (almeno sulla carta) meno attrezzata rispetto alle quattro squadre prima esaminate.
Il team è guidato da un bravissimo allenatore come Griccioli e potrà avvalersi dei soliti “tre moschettieri” (Ferrero, Malaventura e Pierich) che, in Legadue, continuano ad essere giocatori di valore assoluto(nonostante l’età anagrafica abbastanza alta degli ultimi due).
La coppia di americani non è composta da nomi altisonanti, ma sia Ware (play giovane e molto dinamico) che Green (swingman con buon talento offensivo) vantano ottime referenze.
Tuttavia la panchina è meno lunga rispetto a quella delle altre “big”, nello spot di pivot va testato l’effettivo valore di Butkevicius e, nel ruolo di ala forte, Martinoni e Pierich potrebbero soffrire i pari ruolo più fisici.


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