
Ascoli Towers - Basket Tolentino 55 - 47
14-6, 17-14, 10-19, 14-8
Ascoli Towers: Marchetti 2, Piunti NE, Grandolfo NE, Mattei 9, Aniello NE, Camerano 3, Clarkson III 17, Wolf 11, Ciccorelli 4, Di Francesco 9. All. Caponi
Basket Tolentino: Porfiri NE, Servadio 7, Pellacchia 8, Luzi , Bass 2, Pelliccioni 10, Paoletti 16, Lancioni 2, Samaric , Reggio 2. All. Agnani
Arbitri: Vita e Barbaccia
Ascoli vince gara 3 “zippata”
Pensavate che le gare di basket durassero 40 minuti? Beh, aggiornatevi! In tempi di tagli generalizzati, per risparmiare sui compensi di giudici di gara, commissari ed arbitri, da ieri sera è in vigore la nuova normativa “taglia quarto”: se la vostra squadra è avanti di soli 2 punti e sta subendo l’inerzia della gara col recupero degli avversari, potete “sbadatamente” lasciar correre il cronometro durante i tiri liberi o durante il time-out, così da accorciare il tempo residuo e dare una bella mano a chiudere vittoriosamente la gara.
Così se al 36’ ci si trova sul punteggio di 49-47 con Di Francesco in lunetta per due tiri liberi, può capitare che per una deformazione spazio-tempo, che nemmeno Einstein saprebbe spiegare, l’azione successiva il timer segni 1’44’’ al termine! Forse un buco nero ha risucchiato 2 minuti di gara! Forse un remake di “Ritorno al futuro”? O più prosaicamente una cronometrista che vuole entrare nella Hall of Shame del basket, con la sua insipienza o peggio ancora col suo comportamento doloso? E arbitri e commissario cosa fanno? Le tre scimmiette…e fanno proseguire come se nulla fosse successo, nonostante le proteste veementi dei giocatori tolentinati che vedono mortificati i loro sforzi di recupero.
Due, tre minuti di meno: e chi se ne accorge! Poi basta negare decisamente (“Excusatio non petita, accusatio manifesta”), fare affidamento su commissari incapaci, presenti solo per guadagnare il gettone, ma decisamente restii nel prendere in mano la situazione, né per proferire verbo, su arbitri dal metro elastico e dalla chiusura referto lampo (non sia mai che ci scappi il ricorso per una bagatella simile!), sulla connivenza generalizzata di un sistema che si autoassolve in continuazione.
Quello che è successo dopo non può nemmeno essere valutato sotto l’ottica sportiva. Da quel momento la gara è stata falsata in maniera netta e inequivoca: basta richiedere la videocassetta al commissario FIP ed analizzare il finale per constatarlo da sé.
Ascoli poi vince, ma i giocatori non manifestano la felicità di gara 2, consapevoli che sulla loro vittoria rimarrà un’ombra della quale non sono assolutamente colpevoli.
Chiamatela anche “eutanasia dello sport”: riduciamo i tempi e chiudiamo prima la pratica! Ma qui però rischiamo di chiudere bottega! Quando una società spende soldi, tempo ed energie per poi subire in una FINALE PLAY OFF (non al torneo “Amici di Topolino”) questo trattamento tra l’indifferenza generalizzata e l’incapacità decisionale di chi è presente per garantire il corretto svolgimento della gara, significa proprio che il sistema è talmente degradato da augurarsi solo il crollo dalle fondamenta.
Se ad uno dei contendenti non viene nemmeno garantita la parità di condizioni allora è difficile parlare di sport, si tratta piuttosto di legge truffa! Mala tempora currunt.
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