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A1F: Cras: dopo la Tigre di Lucca, la Pantera di Schio

Data: 01/05/2012 Fonte:

 


DOMATA LA TIGRE DI LUCCA, ORA TOCCA ALLA PANTERA DI SCHIO!!!!!

LE 10 LEONESSE 10 DI COACH RICCHINI HANNO LE CARTE IN REGOLA PER FARLO!!!!COMUNQUE VADA SARA' UN SUCCESSO.....

E' ancora calda l'inerzia della spasmodica gara5 contro l'irriducibile Lucca, in una serie di semifinali che non si possono mettere nell'angolo dell'oblio tanto facilmente.

Non accadeva da tempo e ciò va ad onore delle due “cosiddette” vallette rispetto alle due regine del reame cestistico femminile.

Cras e Schio, infatti, hanno dovuto sudare le sette proverbiali camicie per liberarsi dalle “trappole” d'alchimie dei due bravi coach avversari: Diamanti e Barbiero.

L'intensità di tutte le 5 gare hanno costituito senza dubbio un altro significativo “SPOT” per tutto il movimento femminile.

Dicevo “un altro”, perchè le occasioni per accendere la luce mediatica stanno diventando, ormai, una costante nella palla a spicchi di vertice.

E' stato così nella due giorni della Coppa Italia di metà marzo nel Palacampagnola di Schio.

E' stato ancora così in queste bellissime serie di semifinali.

Alla resa dei conti, infine, hanno prevalso, ancora una volta, le formazioni più attrezzate in tutti i ruoli e, quindi, più profonde come panchina.

Com'è noto, alla lunga, le partite si vincono con le “cosiddette” seconde linee, quando esse non cambiano di molto la chimica positiva di squadra, a volte, riuscendo anche a migliorarla.

Il Cras ne è un esempio. Fuori Giorgia, dentro Angela; fuori Elodie, dentro Sara, fuori Meg, dentro Simo, fuori Michelle, dentro Vale, fuori Kia, dentro Zenta: la musica non cambia.

E' quasi sempre un crescendo rossiniano.

A proposito della giovane Zenta, in verità, qualcosa cambia perchè la bella ragazza lettone appare ancora un po' stranita e fredda in un contesto di guerriere dal sangue bollente.

I tifosi la guardano con una certa tenerezza ma si aspettano da lei movimenti tecnici più “calienti”e più incisivi per diventare ancora più beniamina.

Siamo certi che lo sarà a breve quando si sarà inserita meglio nel caldo contesto meridionale.

Fa tenerezza vedere a bordo campo la veterana e giovane Florina che si agita tanto (senza stampelle) per incitare le sue compagne rammaricandosi di non poter offrire sul parquet il suo contributo alla rincorsa gioiosa delle sue compagne verso la conquista dello scudetto, da lei stessa tanto agognato. Stesso discorso per la nostra perla locale Marta.

Dimostrazione di un gruppo che si è cementato di partita in partita, grazie anche e soprattutto alla riconosciuta sagacia e pazienza di un vero condottiero quale coach-cittì Roberto.

Volgiamo, ora, lo sguardo un po' “oltre la siepe”!

Cos'altro è emerso da questa interessante kermesse di scontri di semifinale?

E' emerso che: se il PalaMazzola di Taranto rispetta sempre il collaudato trend di una media di 2mila e passa spettatori (perchè più nuovo e più grande con picchi di 2500/2800 come in queste ultime gare), se il più vetusto Palacampagnola cerca, in qualche maniera, di emularlo, lo stesso positivo ritorno di frenesia passionale ha contagiato il PalaCasnate ed il PalaTagliate.

Per quanto ci riguarda, è' stato un gran bel colpo d'occhio di colorita coreografia e di spalti finalmente pieni, davanti alle telecamere di mamma Rai, quello di gara4 a Lucca.

Ci ricordavamo, invece, lo sparuto gruppo di tiepidi tifosi della stagione scorsa.

La società toscana, quindi, ha fatto notevoli passi avanti per fare innamorare la città della sua squadra, anche grazie al bel campionato disputato.

Onore al merito, quindi alla simpatica società lucchese per ciò che ha prodotto in appena due anni di massima serie, con un'escalation di buona fattura tecnica e caratteriale di squadra e di buona organizzazione societaria.

Speriamo che il “miracolo” duri perchè altrimenti il saldo tra entrate ed uscite di buone formazioni dalla massima vetrina femminile farebbe abbassare ancora di più il valore della “merce sportiva”.

Al di là del risultato, delle scaramucce verbali e fisiche nei contatti del cosiddetto gioco “maschio” sul parquet, al di là delle “rituali” salve di fischi del pubblico verso arbitri e avversarie, insomma al di là di tutto questo, ciò che è piaciuto particolarmente è stato l'applauso finale ad entrambe le “guerriere” in campo per lo spettacolo di gioco, di passione e di abnegazione fisica fino all'ultima stilla di sudore che esse hanno saputo offrire.

A tal proposito, senza nulla togliere alle altre contendenti, è stato soprattutto un bel gesto il tributo di spontaneo applauso da parte del pubblico nei riguardi delle due amazzoni “più eroiche” e più veterane del lotto: le evergreen Imma Gentile e “l'antipatica” Mery Andrade, 72 anni in due e tanta verve tecnica ed agonistica per 40 minuti filati. CHAPEAU!!!!!

CHAPEAU, anche alla maturità sportiva del gran pubblico di tifosi dell'ormai mitico PalaMazzola.

Un'altra dimostrazione di vera e genuina passione sportiva di un grande sport come il basket, scevra da intemperanze belluine di matrice calcistica. Ahimè!!!!

Ed ora sotto con l'eterna rivale Famila Wuber Schio per l'ennesima contesa dello scudetto.

Buon basket a tutti

Toni Cappuccio



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