
NEI PLAYOFF NBA di qualche anno fa, i Detroit Pistons lanciarono una moda: una sorta di cartellone pubblicitario lungo il tavolo degli ufficiali indicava il numero di vittorie ancora da conquistare per arrivare al titolo. E dopo ogni successo, il capitano Ben Wallace con una bomboletta spray metteva una croce sulla tappa appena conquistata. E considerando che quel rito portò fortuna - i Pistons trionfarono nel 2004 - magari con uno slancio di scaramanzia puramente campana ad Avellino si potrebbe rivedere una scena simile, con Dee Brown o Chevon Troutaàian (che di Ben Wallace nori ricalca solo il ruolo, ma anche la capigliatura) al tavolo del Pa-laDelMauro a cancellare uno dopo l'altro i numeri che portano all'obiettivo-salvezza. SALVEZZA Già, perchè le sei vittorie con cui l'Air ha iniziato la stagione non hanno fatto spostare l'obiettivo al presidente Vincenzo Ercolino: «Siamo ancora a sette vittorie dalla salvezza» dice il costruttore irpino, che al terzo anno nel basket ha già sollevato una Coppa Italia, disputato un'edizione di Eurolega storica per la realtà avellinese, ed oggi si gode l'Air al comando della Serie A al pari della schiacciasassi Siena, grazie anche ai successi di prestigio a Roma e contro Treviso. Per il miglior avvio di sempre per i lupi biancoverdi, visto che l'incredibile 2007-08 della squadra diretta da Matteo Boniciolli iniziò con tre scon- fitte. Di quella squadra non è rimasto nessuno, ma i nove decimi di organico (più l'allenatore) mutati nell'ultima estate non hanno costituito un ostacolo. RISCATTO La benzina di Avellino si è chiamata voglia di riscatto. Come quella di Cesare Pancotto: il decano degli allenatori dell'attuale Serie A - 26 stagioni in fila nel professionismo, 838 gare allenate e 421 vittorie - viene dall'inopinata retrocessione con la Fortitudo. Una brutta parentesi da cancellare subito, ponendo immediatamente i paletti necessari: «Abbiamo scelto giocatori motivati -ha detto il tecnico di Porto San Giorgio - e stabilito in fretta ruoli e responsabilità, e ogni giorno lavoriamo con grande cura dei particolari». Non c'è dubbio che la motivazione sia il filo conduttore nella scelta dei giocatori. Dee Brown, per esempio, da prò non aveva mai trovato la pro- pria nicchia, né nella NBA (Utah, Phoenix, Washington) né in Europa (Galatasaray e Maccabi). E invece ad Avellino è tornato il giocatore che aveva incantato al college con Illinois. E anche se sul proprio blog (deebrownll.com) dice di poter fare ancora meglio, il playmaker-rapper -che in passato ha inciso due dischi - è orgoglioso del fatto che ad ogni gara emerga un protagonista differente. A Varese, ad esempio, era stato il turno di DeMarcus "Iceman" Nelson, ex capitano di Duke, la squadra di college basket più celebre d'America. L'ex rivale di Marco Belinellì per un posto a Golden State si è subito fatto apprezzare per i modi educati (è figlio di un pastore religioso) e la serietà con cui si è calato nella nuova realtà. E con loro Chevon Troutman, che dal basso dei suoi 2.00 è il miglior rimbal-zista del campionato, il duo polacco Filip Dylewicz-Szy-mon Szewczyk (eccellenti nel rapporto qualità-prezzo, proprio come il trio Usa), e il talento turco Cenk Akyol, seconda scelta NBA che finora ha ballato una sola notte (là prima, contro Pesaro) per la frattura al polso sinistro. COPPA ITALIA E l'immediata sostituzione di Akyol -con il francese Mamotou Diarra - dimostra quanto l'Air sia ambiziosa. La conferma viene anche dalla volontà di ospitare le Final Eight di Coppa Italia di metà febbraio. Dopo che la Virtus Bologna è uscita dall'accordo per organizzarla, oggi Avellino - tornata a riempire stabilmente il proprio palazzetto - è l'unico club candidato. L'assemblea di Lega del 30 stabilirà la sede della Coppa Italia, ma prima di allora gli irpini sosterranno altri due esami di maturità: domenica a Bologna contro la V nera, e poi in casa contro la perenne capolista Montepaschi Siena. Pure se il presidente Ercolino non parlerà di scontri al vertice, ma di tappe verso la salvezza.
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